domenica 17 febbraio 2008

...teatro furio camillo...ore18.00...

Il sipario non si apre, piu' che altro perche' non c'e' sipario...

si accendono le luci...

la camera comincia registrare...


giovedì 14 febbraio 2008

giovedì 7 febbraio 2008

...24 gennaio...festa del DASS


...e noi come al solito "lavoriamo"...

mah?!?!

nella foto da sinistra:
il dj della serata, il buon Flavio che ha reso possibile la magia delle immagini in movimento...e un tizio che si trovava a passare di la'...

alla festa hanno partecipato i volti che renderanno gloria alla facolta'...

mercoledì 6 febbraio 2008

...un cano andaluso...

(...)La sceneggiatura fu scritta in meno di una settimana secondo una semplicissima regola adottata di comune accordo: non accettare alcuna idea, alcuna immagine in grado di condurre a una spiegazione razionale, psicologica o culturale. Aprire le porte all’irrazionale. Accogliere soltanto le immagini che ci colpivano, senza cercar di capire perché.
Tra noi non ci fu mai la minima contestazione. È stata una settimana di identificazione totale. Uno diceva, per esempio: “L’uomo trascina un contrabbasso”. “No” diceva l’altro. E quello che aveva proposto l’idea accettava subito il rifiuto. Lo sentiva giusto. In compenso, quando l’immagine proposta da uno veniva accettata dall’altro, ci sembrava immediatamente luminosa, indiscutibile e la scrivevamo seduta stante.

Alla scoperta dell’acqua calda


“Luogo comune e modo di dire si equivalgono nell’usura”

...un uomo entra in un caffe'...SPLASH!!!


"Solo gli ottusi sono brillanti a colazione" (O.Wilde)

« Il caffè, per esser buono, deve essere nero come la notte, dolce come l'amore e caldo come l'inferno »
(Michail Bakunin)


Portare alle labbra una tazza di caffe' fumante e' un gesto comune in buona parte del mondo, ma pochi si saranno posti domande sull'origine della bevanda, la sua storia, il suo significato sociale. Sulle sue origini vi sono molte leggende.
(...)un pastore chiamato Kaldi portava a pascolare le capre in Etiopia. Un giorno queste incontrando una pianta di caffè cominciarono a mangiare le bacche e a masticare le foglie.

Arrivata la notte le capre anziché dormire si misero a vagabondare con energia e vivacità mai espressa fino ad allora. Vedendo questo il pastore ne individuò la ragione e abbrustolì i semi della pianta mangiati dal suo gregge, li macinò e, dopo averne fatta un'infusione, scoprì il caffè. Le capacità eccitanti della bevanda furono presto sfruttate in ambito religioso per le veglie notturne e la bevanda fu grandemente apprezzata dai mistici sufi.
(fonte Wikipedia)

Tutti conoscono quella proveniente dal Monastero Chehodet nello Yemen, secondo la quale uno dei monaci, avendo saputo da un pastore di nome Kaldi che le sue capre ed i suoi cammelli si mantenevano "vivaci" anche di notte se mangiavano certe bacche, preparo' con queste una bevanda nell' intento di restare sveglio per poter pregare piu' a lungo.

Il primo a descrivere il caffè, in un libro pubblicato nel 1583, fu il botanico tedesco Léonard Rauwolf.

Venezia per i suoi rapporti commerciali in Vicino Oriente fu la prima a far uso del caffè in Italia, forse fin dal XVI secolo; ma le prime botteghe da caffè furono aperte solo nel 1645 ed il medico e letterato Francesco Redi nel suo Bacco in Toscana cantava:

« Beverei prima il veleno

Che un bicchier che fosse pieno


Dell'amaro e reo caffè »


Carlo Goldoni, nella commedia La sposa persiana, fa dire alla schiava Curcuma:

« Ecco il caffè, signore, caffè in Arabia nato,

E dalle carovane in Ispaan portato.
L'arabo certamente sempre è il caffè migliore;
Mentre spunta da un lato, mette dall'altro il fiore.
Nasce in pingue terreno, vuol ombra, o poco sole.
Piantare ogni tre anni l'arboscel si suole.
Il frutto non è vero, ch'esser debba piccino,
Anzi dev'esser grosso, basta sia verdolino,
Usarlo indi conviene di fresco macinato,
in luogo caldo e asciutto, con gelosia guardato.
... A farlo vi vuol poco;
Mettervi la sua dose, e non versarlo al fuoco.
Far sollevar la spuma, poi abbassarla a un tratto


Sei, sette volte almeno, il caffè presto è fatto. »




"Tutti cercan di fare quello che fanno gli altri. Una volta correva l'acquavite, adesso è in voga il caffè".

lunedì 4 febbraio 2008

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Solamente chi è forte è capace di perdonare. Il debole non sa né perdonare, né punire. Gandhi

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Libertà va cercando, ch'è sì cara, come sa chi per lei vita rifiuta. Dante Alighieri

sabato 2 febbraio 2008

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...perchè ho bisogno di guardare le cose morire... (Vicarious)